Nuovo Blog!
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Ciao!
Reading di FRANCO LOI
25 MARZO ORE 20,30
PER “I GIOVEDI’ DI SUD”
Reading di Franco Loi
Una gloria della poesia italiana e milanese, il più angelico e corposo degli affabulatori, un poeta a tutte maiuscole che viene a festeggiare con noi i suoi ottant’anni più due mesi di vita e poesia. W Franco!
E’ nato a Genova nel 1930, da famiglia sarda. Presto però si è trasferito a Milano, ne ha adottato il dialetto e lo ha utilizzato in poesia. E’ stato un importante critico letterario per "Il Sole 24 Ore". Il suo linguaggio poetico nasce dalla mescolanza di elementi linguistici di varia natura, gerghi e idioletti di area proletaria e contadina, spesso reinventati e piegati alle sue inesauribili esigenze espressive. Dopo le raccolte I cart (1973) e Poesie d’amore (1974), si è affermato soprattutto con Stròlegh (1975), a cui sono seguite Teater (1978), L’Angel (1981), Liber (1988). Tra le pubblicazioni più recenti Da bambino il cielo. Autobiografia (Garzanti 2010), L’aria del tempo (Mursia 2008), Voci d’osteria (Mondadori 2007), Aria de la memoria. Poesie scelte 1973-2002 (Einaudi 2005).
per CINESUD….e per la Palestina,domenica 21 PRIVATE di Saverio Costanzo
CINESUD
Una pausa annunciata quella del ciclo ”UN PUGNO NELL’OCCHIO”, titolo che però si adatta benissimo anche alla proposta di domenica 21!
“1600 nuovi appartamenti e una sinagoga da costruire nell’insediamento ultra ortodosso di Ramat Shlomo (nella parte orientale dei Gerusalemme occupata nel 1967 che, secondo il diritto internazionale, deve essere restituita ai palestinesi) è l’ultima decisione del governo israeliano, e in questi giorni ha scatenato l’inferno nella città santa.”
Come promesso, SUD non vuole perdere di vista la questione palestinese. Le occasioni, come potete vedere, purtroppo non mancano!
DOMENICA 21 MARZO ORE 21,30
(SUD APRIRA’ ALLE 20,30)
Private
di Saverio Costanzo
(It. 2004 102 min.)
Questo film non è un documentario. Bisogna ricordare che questo film è fiction, una storia inventata anche se basata su una storia vera e quindi non pretende di descrivere una verità assoluta in Palestina, perché continuamente tutti i giorni ci sono degli episodi tra i soldati e i palestinesi. Certe volte i soldati sono buoni, certe volte invece sono dei diavoli…..
Mohammad Bakri protagonista del film, in una intervista sosteneva che ci sarebbero state molte difficoltà a distribuire il film: “…..in Israele i mezzi di comunicazione sono in mano al governo, credo lo stesso in Italia. Un anno e mezzo fa vidi un servizio al Telegiornale sul canale israeliano Channel 1. Mostravano un reportage su 20-30 mila lavoratori palestinesi che ogni mattina all’1:30 dopo mezzanotte lasciano la striscia di Gaza per trovarsi alle 7 di mattina a Tel Aviv. La distanza si potrebbe coprire in un’ora ma loro ce ne mettono cinque, per la difficoltà ad attraversare i check-point….. storie in cui prendono un taxi per andare in città a trovare un lavoro e poi non trovandolo, non hanno i soldi per tornare indietro. Ma l’immagine più commovente che ho visto è quella in cui il reporter si avvicina ad un uomo che sta sdraiato sulla strada con le mani che gli coprono il viso e gli chiede ‘perché nascondi il tuo viso?’, e l’uomo risponde ‘non voglio umiliare i miei figli’. Dopo due settimane, il reporter è stato cacciato dalla televisione. Questo credo spieghi perché Private non sarà distribuito in Israele. Gli Israeliani non sanno veramente cosa accade nei territori, il governo non vuole che loro sappiano, perché se lo sapessero potrebbero fare una rivoluzione, una rivoluzione pacifica”.
Incontro con LARA LUCACCIONI
18 MARZO ORE 20,30
PER “I GIOVEDI’ DI SUD”
Lara Lucaccioni
presenta
“E i seni azzurri”
Poeta magica, brillante e profonda, grande performer e scalatrice del tempo, la bruna principessa delle Marche battezza a Milano il suo nuovo libro.
Lara Lucaccioni (Macerata 1974). Laureata in Lettere, ha conseguito nel 2004 il dottorato di ricerca in Storia e Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università di Macerata. E’ tra i fondatori dell’Associazione culturale “Licenze poetiche”, che ogni anno organizza un vivacissimo festival di poesia. Sue poesie sono presenti nell’antologia L’opera continua. Antologia di poeti maceratesi contemporanei” (Giulio Perrone 2005), e in varie riviste. Il suo ultimo lavoro è la raccolta E i seni azzurri (Giulio Perrone 2009). Ama molto performare le sue poesie e considera il reading uno dei mezzi a lei più congeniali, poiché le permette di coniugare il suo passato di attrice (fondatrice del Teatro Rebis nel 2003) al suo presente di poetessa.
FRANCESCA, ANNA E LUCIANO
PER INFO
LUCIANO 3407373943
ANNA: 3332876930
CINESUD – PINK FLAMINGOS di J.Waters
CINESUD
presenta:
per la rassegna
Un pugno nell’occhio
a cura di Tommaso Isabella
Domenica 14 marzo
ore 21.00
SUD apre alle
20.30,
il film inizia inderogabilmente alle
21.30,
nell’intermezzo il curatore
giustifica le sue scelte efferate.
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PINK FLAMINGOS
di John Waters
(USA, 1972, 107′)
Con Divine (Glen Milstead), David Lochary,
Mink Stole, Mary Vivian Pearce,
Danny Mills, Edith Massey
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Edizione originale con sottotitoli italiani
(riedizione del 1997: al film segue un’antologia
di scene tagliate commentate dal regista)
Formato di proiezione: Dvx
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AVVERTENZA:
Si raccomanda la visione del film
a un pubblico “adulto”.
Il contenuto di alcune scene potrebbe
urtare la sensibilità di alcuni.
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"Kill everyone now! Condone first degree murder! Advocate cannibalism! Eat shit! Filth are my politics! Filth is my life!"
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Definita da un tabloid "la persona più disgustosa che esista", il travestito Divine vive, sotto lo pseudonimo di Babs Johnson, in una roulotte nei dintorni di Baltimora insieme all’amica voyueuse Cookie, al figlio delinquente Crackers e alla madre Edie,
affetta da problemi mentali e maniaca della uova. Il loro è un idillio disneyano al rovescio, retto da una devozione al crimine e alla depravazione. Ma la serenità di questa famiglia freak sta per essere sconvolta dall’invidia dei coniugi Marbles,
due psicopatici decisi a strappare a Divine il titolo che si è conquistata a colpi di orge e omicidi. Inizia così una sfida all’ultima nefandezza, in cui l’ossessione per la celebrità tipica della nostra società diventa una gara a chi fa più schifo (vi ricorda qualcosa?).
John Waters è un virtuoso del cattivo gusto, un poeta delle pattumiere, un raffinato capocomico dedito a estrarre il meglio (o il peggio) dalla delirante crew di disadattati con cui condivideva il set e la vita. Il suo film è un manifesto trash che non si ferma davanti a nulla, una rivendicazione di marginalità gioiosamente sgangherata e oscenamente divertente.
Un film inaccettabile, che è necessario vedere.
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Per saperne di più:
http://en.wikipedia.org/wiki/Pink_Flamingos
http://en.wikipedia.org/wiki/John_Waters_%28filmmaker%29
http://www.dreamlandnews.com/
[inseriamo solo link a risorse in Inglese perché quelle italiane sono
scarsissime di contenuti: nel caso sapete dove trovarle]
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QUI DI SEGUITO NOTA ESPLICATIVA SU QUESTA RASSEGNA
Un pugno nell’occhio
Appunti infami per un’etica dello sguardo
a cura di Tommaso Isabella
Questa rassegna è un po’ diversa da quelle che l’hanno preceduta: anziché proporre sguardi differenti su una tematica comune, tentiamo qui di studiare proprio lo sguardo di autori distanti tra loro, ma accomunati da un certo approccio al gesto stesso del filmare. Provocazione, scorrettezza, estremismo sono i termini più immediati per definire questo approccio: sono sguardi invischiati nella realtà che raccontano, non soltanto nelle tematiche scomode affrontate, ma nel set stesso da cui il film sorge, nel lavoro con i soggetti coinvolti, perché ogni film, prima di ogni finzione, è il documentario della sua stessa produzione.
I titoli proposti sono un esempio di questa radicalità e consapevolezza, un pugno nell’occhio dello spettatore, un manifesto di orgoglio freak sbattuto su tutte le convenzioni narrative, sul buon senso e sul buon gusto: si tratta di portare all’estremo il rapporto tra chi dirige la rappresentazione e chi ne prende parte, per far riflettere sui limiti e le possibilità di un’etica dello sguardo.
Una situazione sperimentale e rischiosa che riporta tutti gli automatismi connessi al fare e al guardare un film alla dimensione elementare e bruciante dell’esperienza. Potrete divertirvi o disgustarvi, ma sicuramente non resterete indifferenti: a voi la scelta…
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Programma:
domenica 7 marzo
GUMMO (USA, 1997, 88′)
di Harmony Korine
domenica 14 marzo
PINK FLAMINGOS (USA, 1972, 108′)
di John Waters
domenica 28 marzo
ANCHE I NANI HANNO COMINCIATO DA PICCOLI
(Auch Zwerge haben klein angefangen, Germania, 1970, 96′)
di Werner Herzog
domenica 11 aprile
SCORPIO RISING (USA, 1963, 58′)
di Kenneth Anger
FLAMING CREATURES (USA, 1963, 43′)
di Jack Smith
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Per approfondimenti, critiche, insulti rivolgersi a Tommaso Isabella (c/o banco del SUD)
Incontro con VINCENZO FRUNGILLO
11 MARZO ORE 20,30
PER “I GIOVEDI’ DI SUD”
Incontro con Vincenzo Frungillo
In questo fine inverno che non molla, ci sta bene un autore tosto,
un poeta che scrive in ottave moderne per infilarsi in angoli scomodi della Storia, dando voce a ragazze guerriere di eroismi inutili e rimossi. Insomma, ve lo immaginate voi un poema sulle nuotatrici della DDR alle Olimpiadi del 1980? Lui sì…
Vincenzo Frungillo (Napoli 1973). Dopo Fanciulli sulla via maestra (Palomar, 2002), nel 2009 arriva il lavoro che gli dà la fama, il poema in cinque canti Ogni cinque bracciate (Le Lettere). Da qualche anno porta avanti, con ammirevole coerenza di studio e frutti, una ricerca sulle ragioni dell’epica nella poesia contemporanea.
FRANCESCA, ANNA E LUCIANO
PER INFO
LUCIANO 3407373943
ANNA: 3332876930
NUOVO CICLO CINESUD E PROGRAMMA PER DOMENICA 7 MARZO
| Un pugno nell’occhio Appunti infami per un’etica dello sguardo a cura di Tommaso Isabella Questa rassegna è un po’ diversa dalle precedenti: anziché proporre sguardi differenti su una tematica comune, tentiamo qui di studiare proprio lo sguardo di autori distanti tra loro, ma accomunati da un certo approccio al gesto stesso del filmare. Provocazione, scorrettezza, estremismo sono i termini più immediati per definire questo approccio: sono sguardi invischiati nella realtà che raccontano, non soltanto nelle tematiche scomode affrontate, ma soprattutto nel set stesso da cui il film sorge, nel lavoro con i soggetti coinvolti, perché ogni film, prima di ogni finzione, è il documentario della sua stessa produzione. I titoli proposti sono un esempio di questa radicalità e consapevolezza, un pugno nell’occhio dello spettatore, un manifesto di orgoglio freak sbattuto su tutte le convenzioni narrative, sul buon senso e sul buon gusto: si tratta di portare all’estremo il rapporto tra chi dirige la rappresentazione e chi ne prende parte, per far riflettere sui limiti e le possibilità di un’etica dello sguardo. Un situazione sperimentale e rischiosa che riporta tutti gli automatismi connessi al fare e al guardare un film alla dimensione elementare e bruciante dell’esperienza. ///////////////// Programma: domenica 7 marzo domenica 14 marzo domenica 28 marzo domenica 11 aprile ///////////////// Per approfondimenti, reclami, insulti rivolgersi a Tommaso Isabella (si trova spesso al banco del SUD) |
Domenica 7 marzo
(Sud apre alle 20,30 la proiezione comincia inderogabilmente alle 21,30)
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GUMMO
di Harmony Korine
(USA, 1997, 88′)
Con Jacob Reynolds, Chloë Sevigny,
Nick Sutton, Linda Manz,
Jacob Sewell, Max Perlich, Harmony Korin
“Xenia, Ohio. Qualche anno fa un tornado si è abbattuto sul villaggio. In tanti sono morti qui: sono morti cani, sono morti gatti, collane e braccialetti sopra gli alberi…Il mio vicino è stato fatto a pezzi. Aveva una bici da corsa e un grande triciclo. La sua testa non è mai stata ritrovata. Mi è sembrato divertente.”
Una provincia al cuore dell’Impero: in mezzo ai resti di un disastro più radicale di un tornado (che potremmo forse chiamare “tardo capitalismo”), vagano figure grottesche, bozzetti incompiuti di una civiltà postuma: due ragazzi girano in bici a caccia di gatti che rivendono a un supermercato in cambio di colla da sniffare, un altro passeggia tra i rifiuti indossando soltanto delle orecchie da coniglio, due aspiranti pin-up si ingrandiscono i capezzoli a colpi di nastro adesivo… Questi e altri personaggi disturbanti popolano il collage con cui Harmony Korine celebra con humour nichilista il mondo da cui proviene, un’America white trash che confina con il Terzo Mondo. Lavorando con amici e non professionisti, mescolando stili e formati di ripresa, mettendo nel frullatore frammenti di cultura pop che spaziano da Madonna al black metal, l’opera prima dello sceneggiatore di Kids rappresenta con tenerezza e senza compiacimento un’umanità surreale (ma fin troppo reale in termini sociologici), sempre in bilico tra un’inspiegabile crudeltà e una purezza devastante.
Reading di Enrico De Lea e Paolo Petrosillo
4 MARZO ORE 20,30
PER “I GIOVEDI” DI SUD”
Reading di Enrico De Lea e Paolo Petrosillo
Due autori diversissimi accomunati da un raro mix di fine sapienzialità e di totale assenza di retorica: dal Mediterraneo all’Oriente, una parola poetica che non cede mai di tensione.
Enrico De Lea (Messina 1959). Fino alla trentina ha vissuto tra Messina e Casalvecchio Siculo, nella valle d’Agrò, luoghi della terra e dello spirito a cui è rimasto sempre legato. Poi si è trasferito a Legnano, dove lavora in ambito legale-tributario. Ha pubblicato la raccolta Pause (ed. del Leone, 1992) e diversi testi su varie riviste e siti. Nel 2009 per L’Arcolaio è uscita la sua nuova raccolta, Ruderi del Tauro.
Paolo Petrosillo, classe 1977. E’ pellegrino ed educatore. "Era passato molto tempo. Molto tempo, da molto tempo. Solo qualche frase. Poche cose. Pigrizia. Pornografia. Paura. Molto tempo, molti motivi per non scrivere. All’amore che in me nacque, e alla forma che fuori prese": questa la dedica del suo romanzo con poesie I partigiani del karma.
FRANCESCA, ANNA E LUCIANO
PER INFO
FRANCESCA:3470500037
ANNA:3332876930
Inaugurazione di “AMARU” E L’ENERGIA VITALE
ASSOCIAZIONE CULTURALE SUD
Lunedì 1 Marzo
Inaugurazione della mostra collettiva
con le opere di JAYA CAZZANI,GIOVANNA LEGGIERI, VALERIA MARTUSCIELLO
e le foto di LAURA RASINI
“AMARU“ e l’energia vitale
“Qui da noi il serpente più saggio è Amaru, il grande serpente che unisce il cielo con la terra.E’ un serpente d‘energia che ha un potere tremendo; comanda i fiumi, le nubi bianche e quando vuole comanda anche le gelate”.
“La profezia della curandera” di Hernàn Huarache Ma mani
La terra disegna, la mente immagina. Il processo che vela e svela la folle energia del sono, del siamo, che rende palpabile la pesante materia ma è al tempo stesso impalpabile. La pioggia riposa, la mente tace. La creazione ci rende umani ma anche eterei poiché mentre creo non esisto…questo è l’Amaru, che non gioca ma sente, capisce, si riconosce e prevede. Un infinito potenziale creativo, vitale che agisce incessante, arde e si muove sensuale mentre ti porta a sprofondare lentamente nella voragine eterna del sottosuolo. La terra si infrange, si confonde e ci completa e l’esistenza ritorna, come mille serpenti intrecciati che disegnando sull’acqua sfiorata infiniti ritmi concentrici, sussultano lo scorrere del tempo.
Una dolce onda del mare che inaspettatamente ti invade rivelandosi un abisso, ti attrae con il suo magnetismo e infine ti cattura impetuosa costringendoti a lottare per non affondare. È la scintilla che scatta quando stai per cedere e quando infine cedi, rinasci. Si torna all’origine, tutto cambia ma nulla è cambiato, ho solo ripercorso la stessa scalinata fermandomi e conquistando una radice in più.
L’Amaru lo puoi solo contemplare. E’ qualcosa che immagina e al tempo stesso distrugge crea e trasforma, in una sincronicità istantanea non percepibile. Un fuoco segreto, il serpente d’energia che dimora in tutte noi nei fondali della pancia, ci alimenta e ci espande… brucia e trasforma l’intera materia, esala fin sulle tempie creando un vivido tepore, come un grande laboratorio chimico che genera di continuo se stesso attraverso l’ardere della fornace, il tizzone rovente dell’anima dove attingere in ogni momento in quanto infinito ed eterno, proprio perché facente parte dell’unica grande forza ancestrale che infonde la vita all’intera natura ed esistenza.
L’Amaru lo puoi solo sentire finché la completezza ti renderà infinito.
“Mi son di nuovo persa…
e tra le voci del fossato
ho sentito un grido
D’angoscia
Lieve scatto
impercettibile
immobile…gelo
Era solo un cane
che abbaiava
al cortile
la mia assenza
dal mondo
e mi riportava alla lontana
Mia antica rabbia,
la fonte primordiale
dello scrigno sacro.”
JAYA CAZZANI, GIOVANNA LEGGIERI, VALERIA MARTUSCIELLO, LAURA RASINI
THE IRON WALL
È di questi giorni la notizia che il premier israeliano Netanyahu ha annunciato l’annessione nel”patrimonio archeologico d’Israele” di alcuni luoghi santi come la Tomba di Rachele, alle porte di Betlemme, e la Tomba dei Patriarchi a Hebron, situati nella Cisgiordania occupata.
DOMENICA 28 FEBBRAIO ALLE ORE 22
(SUD APRE ALLE ORE 21)
The Iron Wall
di Mohammad Alatar, Palestina, 2006, 57’
Il film-documentario mette in luce la situazione della regione occidentale della Palestina (West Bank) a seguito della costruzione da parte dello Stato di Israele del muro, che il 9 Luglio 2004 la Corte Internazionale di Giustizia ha definito illegale e da demolire, ma che nonostante tutto continua ad esistere.
Il titolo del Film prende spunto dalle parole di Vladimir Jabotinsky, intellettuale del movimento sionista, che nel 1923 affermò il bisogno di procedere nella costruzione di insediamenti senza riguardi per la popolazione palestinese esistente, anche attraverso la costruzione di un muro di ferro che non poteva essere valicato.
Il film analizza la situazione attuale della West Bank, mettendo in luce situazioni taciute nelle diverse città della regione, come la città di Hebron. L’analisi delle città e della vita in esse, segue la linea ideale del muro, da Nord a Sud, da Jenin a Hebron e il film mostra come sia difficile la vita, a volte impossibile, per i cittadini palestinesi residenti nel loro stesso Stato, a causa dei contrasti e delle violenze di molti coloni ebrei e dello stesso esercito israeliano, accusato di fiancheggiare le violenze dei cittadini ebrei verso quelli palestinesi.
Il cuore della questione è sicuramente Gerusalemme, su cui si sofferma maggiormente il regista, resa completamente staccata ed inaccessibile ormai ai palestinesi, a causa innanzitutto del muro che la chiude e avvolge completamente, ma anche per mano degli insediamenti israeliani nella zona orientale (in teoria territorio dello stato palestinese) che di fatto staccano la città santa dal resto della West Bank.
NOTA: SUD con l’aiuto di film-documentari e film-fiction, periodicamente intende “rinfrescarsi” e “rinfrescare” la memoria sul problema israelo-palestinese, fermamente convinti che una buona conoscenza di questo complesso e lungo conflitto aiuti a comprendere meglio gli articolati equilibri internazionali e anche alcune cosucce di casa nostra.
Chi è interessato a dare o ad avere contributi informativi video o cartacei si faccia sentire, lo metteremo in contatto con altre realtà impegnate in questo problema.
SE SIETE RIUSCITI A LEGGERE FIN QUI, GRAZIE DELL’ATTENZIONE, SUD.


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